Disturbi del comportamento alimentare

L’obiettivo non è “diventare perfetti” ma ritrovare libertà e spazio per la tua vita

Terapia per i disturbi del comportamento alimentare

Se convivere con il cibo è diventato faticoso, tra restrizioni, abbuffate, sensi di colpa e pensieri continui sul peso e sull’aspetto, è normale sentirsi stanchi, confusi e soli.
L’approccio cognitivo comportamentale integrato con le terapie di terza generazione (ACT e MINDFULNESS) offrono protocolli validati per affrontare non solo i sintomi alimentari, ma anche il rapporto che hai con il tuo corpo, con le emozioni e con i tuoi valori profondi.


L’obiettivo non è “diventare perfetti” o controllare ogni pensiero, ma ritrovare libertà e spazio per la tua vita, passo dopo passo, con un approccio concreto e basato sull’evidenza scientifica.

EFFICACIA A CONFRONTO PER TERAPIE (DISTURBI ALIMENTARI)

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10 FAQ disturbi alimentari

La CBT mira a modificare gli schemi disfunzionali e a costruire strategie efficaci per gestire abbuffate o piani alimentari restrittivi. Mentre Act e le terapie di terza generazione aiutano a gestire le emozioni, a migliorare l’immagine corporea e la qualità della vita.

In pratica: l’ACT supporta la TERAPIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE per sviluppare maggiore flessibilità psicologica specialmente quando l’evitamento emotivo e la rigidità sono molto presenti.

La CBT punta spesso a modificare il contenuto dei pensieri (“dimostrare” che sono irrealistici).

L’ACT, invece, lavora principalmente sulla relazione con i pensieri, aiutandoti a:

  • notarli per quello che sono (parole nella mente),
  • staccarti un po’ da essi,
  • scegliere azioni basate sui tuoi valori, anche se i pensieri negativi sono presenti.

Le due prospettive possono essere integrate in modo molto efficace.

Sì. Le sedute online sono efficaci e garantiscono continuità anche nei periodi complessi.

“Accettare” in ACT non significa rassegnarsi, ma smettere di lottare contro emozioni e pensieri disturbanti, per usare le energie in cambiamenti concreti e realistici.

Questo include anche lavorare per:

  • costruire una relazione più gentile con la tua immagine corporea.
  • prenderti cura del corpo in modo sano e rispettoso,
  • ridurre la crudeltà dell’autocritica,

Sì, il percorso psicoterapeutico per trattare i disturbi del comportamento alimentare è personalizzato e segue i passaggi:

  1. Incontro e valutazione
  2. Terapia mirata sulla persona
  3. Superamento del problema
  4. Mantenimento risultati

La mindfulness è l’abilità di portare attenzione intenzionale e non giudicante al momento presente (sensazioni, pensieri, emozioni). Nell’ACT serve a radicarti nel qui-e-ora, ridurre il rimuginio e scegliere azioni coerenti con i tuoi valori.

Non significa “svuotare la mente”, ma allenare la consapevolezza con pratiche brevi e realistiche (respiro, body-scan, osservazione dei pensieri).

E’ una tecnica terapeutica, parte dell’ ACT, che aiuta a distanziarsi dai propri pensieri, osservandoli come semplici eventi mentali anziché come verità assolute.

Sì, la psicoterapia CBT può aiutare a:

  • riconoscere i trigger emotivi e situazionali dell’abbuffata,
  • restare in contatto con emozioni e desideri senza agire subito sull’impulso,
  • scegliere azioni diverse (chiedere supporto, usare strategie che aiutano a riconnettersi con la realtà , fare pause consapevoli) più in linea con i tuoi valori di salute e benessere.

La psicoterapia ti aiuta a strutturare i pasti riducendo il ciclo restrizione-abbuffata.

Può essere una buona opzione, soprattutto se:

  • ti sei sentito bloccato nella lotta contro pensieri e emozioni,
  • i sintomi si sono spostati (es. da rigidità alimentare ad abbuffate),
  • senti il bisogno di una terapia che ti aiuti a dare un senso alla tua vita oltre il disturbo, non solo a ridurre i sintomi.

CBT e ACT non cancellano ciò che hai già fatto, ma possono offrire un nuovo modo di guardare a te stesso e di usare le competenze che hai già costruito

Ci sono situazioni in cui è fondamentale coinvolgere rapidamente il medico curante, il pronto soccorso o un servizio specialistico:

  • calo di peso importante o molto rapido,
  • svenimenti, battito irregolare, sintomi fisici preoccupanti,
  • pensieri suicidari o grave disperazione,
  • vomito autoindotto frequente, abuso di lassativi/diuretici. AAFP+2RACGP+2

La psicoterapia ACT/CBT resta centrale, ma non sostituisce la valutazione medica quando ci sono rischi fisici.

Un percorso personalizzato per i disturbi del comportamento alimentare

Incontro e valutazione

Terapia mirata
sulla persona

Superamento problema

Mantenimento
risultati

Perché l’ACT funziona nel trattamento dei disturbi del comportamento alimentare

La ricerca negli ultimi anni mostra che l’ACT è un approccio promettente per i disturbi alimentari, proprio perché lavora su alcune difficoltà tipiche di questi disturbi: evitamento delle emozioni, rigidità mentale, bassa consapevolezza corporea e motivazione altalenante.
In terapia ACT per i disturbi del comportamento alimentare:

Invece di ingaggiare una lotta infinita con frasi come “sono orribile”, “non valgo nulla”, impari a riconoscere questi pensieri come eventi della mente, non come verità assolute.

Questo riduce il loro potere di guidare ciò che fai (per esempio il restringere, il purgare o abbuffarti)

Molte condotte alimentari servono, in modo comprensibile, a non sentire emozioni dolorose (vergogna, tristezza, ansia). L’ACT ti aiuta a sviluppare la capacità di stare con le emozioni senza doverle “anestetizzare” attraverso il cibo o il controllo del corpo.

La flessibilità psicologica è la capacità di scegliere azioni in linea con i tuoi valori, anche in presenza di pensieri ed emozioni difficili.

È uno dei principali fattori che favoriscono il benessere a lungo termine, ed è il cuore del lavoro in ACT.

Interventi ACT mirati all’immagine corporea hanno mostrato risultati incoraggianti nel ridurre la paura del peso e l’eccessiva attenzione ai difetti percepiti.

Invece di un elenco di “cibi sì” e “cibi no”, l’ACT ti aiuta a collegare ogni passo di cambiamento ai tuoi valori: relazioni, studio, lavoro, genitorialità, autonomia. Questo rende il percorso più motivante e sostenibile nel tempo.

Inizia con il piede giusto

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Come si manifestano i sintomi dei disturbi del comportamento alimentare

I disturbi del comportamento alimentare comprendono quadri diversi (anoressia nervosa, bulimia nervosa, binge eating disorder, ARFID, OSFED).

Di seguito alcuni sintomi frequenti:

  • Restrizione importante dell’alimentazione, saltare pasti, liste rigide di cibi “permessi” e “vietati”.
  • Episodi di abbuffata: mangiare grandi quantità di cibo in poco tempo, con sensazione di perdita di controllo.
  • Condotte di compenso: vomito autoindotto, uso improprio di lassativi/diuretici, digiuni prolungati, esercizio fisico eccessivo per “bruciare” le calorie.
  • Mangiare di nascosto, sensazione di vergogna dopo aver mangiato.
  • Preoccupazione continua per peso, forma del corpo, calorie.
  • Paura intensa di ingrassare, anche quando il peso è già basso.
  • Autostima quasi totalmente basata su peso/aspetto (“valgo solo se dimagrisco”).
  • Forte vergogna del corpo, evitamento di specchi, foto, costume da bagno.
  • Irritabilità, umore depresso, ansia marcata.
  • Ritiro dalle relazioni, evitamento di cene, feste, momenti conviviali.
  • Conflitti familiari legati a cibo, controllo, preoccupazione per il peso.
  • Perdita di peso significativa o oscillazioni rapide.
  • Ciclo mestruale irregolare o assente.
  • Stanchezza intensa, capogiri, svenimenti, problemi gastrointestinali.
  • Alterazioni di pelle, capelli, unghie, sensazione di freddo costante.


In terapia ACT per i disturbi alimentari integriamo sempre, quando necessario, il lavoro con medici, nutrizionisti e altri specialisti, perché la salute fisica e quella psicologica vanno protette insieme.

Cause e fattori associati nei disturbi del comportamento alimentare

Non esiste una sola causa dei disturbi del comportamento alimentare: si parla di un intreccio complesso di fattori biologici, psicologici e socioculturali.

Di seguito alcune cause e fattori frequenti:

  • Presenza in famiglia di disturbi alimentari, ansia o depressione.
  • Vulnerabilità genetiche che influenzano umore, impulsività e risposta allo stress.
  • Cambiamenti ormonali e corporei (pubertà, gravidanza, menopausa).
  • Perfezionismo, forte autocritica, fatica ad accettare errori e limiti.
  • Autostima fragile, legata quasi solo a peso e aspetto.
  • Difficoltà a riconoscere e gestire emozioni intense.
  • Esperienze dolorose: traumi, bullismo, prese in giro sul corpo.
  • Ideale di magrezza e “corpo perfetto” veicolato da media e social.
  • Contesti dove l’aspetto fisico è molto valorizzato.
  • Commenti ripetuti su peso, dieta e “corpo giusto/sbagliato”.
  • Diete rigide e alternanza restrizione/abbuffata.
  • Evitamento di situazioni sociali legate a cibo e corpo.
  • Controlli continui (peso, specchio, misure) che aumentano ansia e preoccupazione.


In terapia ACT questi elementi non servono per trovare un “colpevole”, ma per costruire insieme una mappa chiara da cui partire per orientare il cambiamento.

Aree intervento

Qui trovi le principali aree in cui intervengo: cliccando su quella che ti interessa puoi approfondire i disturbi trattati e le relative terapie, sia con l’ACT sia con le tradizionali terapie cognitive-comportamentali (CBT).